Alberobello - le chiese. 

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 Le Chiese di Alberobello

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La chiesa di San Antonio è un sobrio edificio di culto a forma di trullo, ed è segnalata sopratutto per la singolare tipologia che riconduce alle forme tradizionali del costruire. Innalzata in pochi mesi ed aperta al pubbliconel giugno del 1927, rappresentava l'appendice estrema del Rione Monti e sorse come simbolo di lotta contro le altre religioni, almeno secondo la tradizione riportata nell'attività del committente, don Antonio lippolis.
Essa è riconoscibile da un ingresso monumentale preceduto da scalinata sovrastata da un rosone, che immettono direttamente nell'aula a croce greca, ravvisabile dal cono visibile all'esterno, e da capelle laterali con coperture a vela; a fianco ad uno di essi è il campanile, il cui corpo centrale presenta un 'icnografia a torre.
Oggi, seppur immersa nel paesaggio del Rione Monti, ha destato insieme ad altre costruzioni non poche controversie sulla necessità della ripresa effettiva di un canone costruttivo che già nel XX secolo andava perdendosi.
Superato l'ingresso, nella navata centrale, si trova un affresco di adolfo Rollo, raffigurante diversi Santi, ma anche un Cristo Pantocratore.

Gina Lorusso da Itinerari di arte sacra in puglia

La basilica minore dei Santi Medici:
 Le prime attestazioni devozionali di Alberobello per i santi Cosma e Damiano si registrano nella seconda metà del Seicento.
Sembra che il culto per i due santi arànargiri sia stato introdotto nella minuscola comunità dai possesori del feudo, i conti Acquaviva di Conversano, con un minuscolo quadro della Madonna di Loreto e dei due fratelli gemelli.
Nell'unica e già esistente chiesetta, inserita nella boscaglia, si riscontrano dipinti su una delle pareti "imago beatae Virginis sub nomine de Loreto, cum sancto Cosma ex latere dextro et sancto Damiano ex sinistro".
La coincidenza iconografica spiega, in tal modo, l'introduzione del culto degli Acquaviva e la volontà degli abitanti di appropriarsene.

Da poco più di due secoli i bei simulacri mandano in delirio i fedeli il 27 e 28 settembre, giorni dei festeggiamenti in loro onore. l'attuale chiesa, più volte rimanneggiata, ha assunto la sua definitiva connotazione dopo il progetto dell'architetto locale Antonio Curri e nel tempo ampliata e portata all'attuale spendore.
Il tema visivo prevalente è il neoclassicismo. la facciata (1885) scandita da lunghe lesene e da colonne scanalate con capitelli corinzi e da due colonne lisce romane con capitelli di stile composito, è riconquistata dai campanioli sovrastati da cupoline a piramide quadrate

Dicciasette gradini invitano al prònao; la porta dell'artista Adolfo Rollo raffigura una pagina meravigliosa del Vangelo: le Beatitudini. Sul battente di sinistra dall'alto si scorgono i poveri, i mansueti, coloro che piangono e quelli che hanno fame e sete di giustizia; sul battente destro i misericordiosi, i puri di cuore, i pacifici e i sofferenti.
Il portale è ornato con le quattro virtù morali, mentre i medaglioni simboleggiano le virtù teologali; cinque volti di uomini guradano cinque volti di donne: sono i rappresentanti anonimi della Chiesa. In posizione eretta sono raffigurati Matteo, Luca, Isalia e Geremia a sinistra è Marco Giovanni, Ezechiele e Daniele a destra.
Nella lunetta del portico, Gesù crocifisso è tra la Madre, san Giovanni, i santi Pietro e Paolo, Cosam e Damiano, sono bassorilievi del Maestro Rollo; suo è il crocifisso pensile sull'altare centrale e le figure giganti collocate nei bracci della Chiesa.
L'altare di rosso porfirico, nel paliotto anteriore, annuncia il mistero pasquale di Gesù, la Morte, la Resurezione (fra i trulli) e l'Ascensione; i pannelli laterali raffigurano l'Annunciazione e la Pentecoste, mentre nel trittico posteriore, l'artista Giuseppe Pirrone offre in sintesi la celebrazione del Concilio Vaticano II dove si riconoscono i pontefici Giovanni XXIII e Paolo VI, Atenagora, i cardinali Ottaviani, Tisserant, Felici ...

Un'iscrizione mosaico dorato, "Pascha immolatus est Cristus Exultabunt Santi Cosam et Damianus in gloria
exunte Concilio Vaticano II", ricorda che Gesù si è sacrificato per noi, che l'altare è dedicato ai santi Medici e la sua erezione corrisponde al perioodo della conclusione dei lavori del Concilio Vaticano II.
Gli affreschi absidali ricostruiscono il martirio subìto da san Cosma e san Damiano fino alla loro ascesa in Paradiso, sono del pittore locale Francesco De Biase.
Altri quadri medi e grandi rendono ancor più grande la case del Signore, testimoninaza di un culto iniziato più di 363 anni fa.
La chiesa, che appare oggi bella, si staglia splendida nel ceruleo cielo di Alberobello.