Chiese Martina Franca .. 

L'arte dei trulli nella valle d'itria....

MARTINA FRANCA 
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Le Chiese di Martina Franca      Chiesa S.Domenico ,  S.Francesco di Paola ,  Chiesa e Oratorio del Monte Purgatorio ,   S.Francesco di Assisi
S.Antonio dei Cappuccini , S.Nicola a Montedoro , Convento delle Agostiniane (ora salesiane)  , Conservatorio S.Maria della Misericordia.

Chiesa S.Antonio
:La chiesa si trova nell'adiacente Piazza xx Settembre,  in origine era un complesso dei frati minori. Nel secolo XV, forse accanto ad una primitiva chiesa dedicata a S.Stefano sorse il complesso conventuale di S.Maria delle Grazie, affidato prima agli osservanti, poi ai Riformati. Del vecchio convento più volte rimaneggiato attraverso i secoli, possiamo ancora leggere le semplice struttura architettonica che si sviluppa attorno al chiostro, in parte murato. Mentre, dell'antica chiesa ora intitolata a S.Antonio, sopraavvive intatta solo la navata di destra, che conserva intatta tracce di affreschi di stile tardo-romanico, con storie di S.Lorenzo, e tardo -bizantini con storie di S.Caterina d'Alessandria.
La chiesa all'interno è fatta campate e colonne, e convive insieme la ieraticità del gotico e la solidità del Romaniico.
Sull'altare maggiore si ammira la tela della Madonna delle Grazie (1718) del pittore martinese Leonardo Antonio Olivieri (1689-1752) della scuola di Solimena.


Chiesa del Carmine:  NEl 1730 veniva eretta la Chiesa del Carmine Qui il barocco martinese esordisce in maniera decisa: la vocazione borrominiana la avertiamoi chiaramente realizzata in vari elementi del'intero complesso architettonico.
Bastera partire dalla leggera ondulazione della facciata, per rendersene conto; la dove ogni cosa sembra elementare, quasi ovvia, ma è propio il suo sottile fascino, che si affida alla sorpresa del particolare inedito, come quel delizioso timpano rovescaiato, degno della capricciosa inventiva di un Borromini.
All'interno possiamo ammirare una splendida cupola della decorazione a stucchi, costituti da ottagoni decrescenti, che creano un ottica formidabile.
Sull'altare maggiore  è conservata una grande tela del De Mauro(XVIII secolo);sul primo altare, a destra entrando, La Madonna della Libera di Giovanni Caramia (XVII secolo) Su un altro altare, troviamo un superbo crocifisso di Vespasiano Genoini. E' l'architipo delle chiese barocche locali. Un architipo che , al di là dei richiami stilistici di alta discendenza, filtrati attraverso gli influssi leccesi esprime un linguaggio unitario tutto martinese, fra la progettazione ed esecuzione.

Chiesa San Martino:
costruita nella metà del settecento rappresenta il portato più significante del barocco martinese.
Il suo verticalissimo prospettico è come una scalata al cielo attraverso l'impegno e le fatica delle oscure maestranze locali. Guardando la facciata al tramonto del sole, quando la luce investe con effeti cromatici il vortice centrale, corposa immagine del battesimo di carità del Santo Patrono, si ha la sensazione di esser avvolti e compenetrati da una irresistibile esaltazione, tra le lusinghe delle pietre scolpite.
All'interno della chiesa si possono ammirare le tele:l'Adorazione dei pastori, San Raffaele, la Madonna di Costantinopoli, la Pentecoste, infine il Cenacolo di Domenico Carella. Sovrasta nel Cenacolo la vocazione del pittore a riprodurre l'ambiente locale:la lucerna, i tipici recipienti per l'acqua e il vino, il cane che leccca i piatti, in primo piano.
Spendido invece è l'Altare maggiore, costruito nel 1773. E' l'esemplare più bello a Martina di scultura raffinata.
E' un opera vibrante di luce, volumetricamente slanciata, a marmi policromi, in uno spazio misurabilisssimo, vivificata dalla chiarezza formale delle statue della Carità e della Speranza, dove la luce lievita la plasticità marmorea. Insieme al Battistero scolpito nel 1773 da Crescenzo Trinchese, rappresenta uno dei vertici dell'arte a Martina