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La
grandiosa costruzione, voluta da Petracone V Caracciolo, duca di Martina
Franca, come esaltazione delle possibilità politiche, economiche ed
artistiche di Martina Franca.
La sua costruzione iniziata nel 1668,continuo per oltre un secolo, per
essere infine abbandonata per forti spese, intorno alla metà del VXIII
secolo.
Si tratta di un opera che vorrebbe richiamare quei grandi palazzi
romani, finendo invece per acquistare un ingenuo sapore provinciale..Eppure
questo edificio con piu di trecento stanze ha un fascino particolare.
Da quell'enorme ed austera facciata orizzontale dalla geometria rigida, al
ballatoio che la taglia in maniera netta.
Ma tutto reso piu familiare e confidenziale dall'elegante ed agilissimo
balcone a ferri spnciati, opera settecentesca di artigiani locali del
ferro battuto, che letteralmente lascia l'intera faccaita, ammorbidendone
i tratti troppo angolosi.L'ala di rappresentanza, al piano nobile è poi
decorata con affreschi di Domenico Carella e della sua scuola (1776)

L'ala di rappresentanza, al piano nobile è poi
decorata con affreschi di Domenico Carella e della sua scuola (1776).
Il
grosso ciclo pittorico è suddiviso in tre sale , dette rispettivamente
dell'Arcadia, della Mitologia, della Bibbia, e rappresentano il compedio
figurativo più alto della cultura arcadica della Martina della seconda
meta del secolo
Affresco di Domenico Carella nel salone dell'Arcadia
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