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Dai racconti mitologici all’epoca
medievale, la storia di Taranto si colora di leggendari eroi, di
grandi culti, di popolazioni antiche e importanti conquiste.

A partire dalle origini, circa 2500 anni prima di Cristo,
quando si narra che lo spartano Falanto, dopo aver
consultato l’oracolo di Delfi, scoprì che nei suoi
viaggi di conquista sarebbe arrivato nella terra di Saturnio dove,
solo dopo esser stato bagnato da una pioggia caduta dal cielo sereno e
senza nuvole, avrebbe fondato una nuova città.
Il destino lo portò fino alla
foce del fiume Tara e una volta abbandonatosi sulle gambe
della moglie Etra, abbattuto dalla stanchezza,
questa, per le mille difficoltà incontrate, pianse su di lui lacrime e
lacrime.
E così la pioggia cadde dagli occhi di Etra e il responso si avverò:
Falanto fondò la sua nuova città.
Ma l’affascinante filo del mito porta con se un’altra vicenda che vede
protagonista, nella fondazione di Taranto, Taras, uno
dei figli di Nettuno, il quale arrivato sulla costa ionica vide
emergere dalle acque del mare un delfino.
Questa apparizione fu interpretata come un segnale di buona sorte
tanto che Taras innalzò le mura della cittadina tarantina,
all’interno della quale sarebbe stato eretto un grande tempio dedicato
proprio al dio Nettuno.
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Lo stemma della città riporta, infatti,
proprio l’immagine del mitico Taras sul dorso del delfino
portato dal fato.
 Al di là delle affascinanti leggende
mitologiche, è evidente, grazie alle fonti stoicamente attestate, che
Taranto per la sua privilegiata posizione geografica, aperta a
traffici economici e commerciali, divenne subito, nel
contesto della Magna Grecia, una città di notevole
importanza e attrattiva.
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Furono proprio gli spartani a
intravedere in questa zona grandi possibilità di sviluppo:
costruirono templi e palazzi, diedero nuovo
impulso ai commerci, allo sfruttamento
delle
risorse terriere, alla crescita civile e sociale.
E se la presenza di numerose scuole filosofiche, nonché la visita
del grande Plutone, rappresentarono motivo di grande lustro per la
città, le sorti tarantine avrebbero amaramente cambiato direzione
con lo scoppiare delle lotte con i romani, che
ridussero Taranto ad una condizione di povertà e di decadenza.
La situazione non mutò nemmeno con la caduta dell’Impero Romano,
quando iniziarono a susseguirsi le diverse invasioni e distruzioni
di Ostrogoti, Arabi, Saraceni, Goti, Longobardi.
Bisognava attendere il rientro dei bizantini per poter sperare nella
possibilità di risollevare il destino di Taranto: la città venne
ricostruita ad opera del governatore bizantino Gongolano.
Si assistette, così, ad un continuo susseguirsi di popolazioni:
Normanni, Aragonesi, Borboni.
 Al centro del dinamismo
mediterraneo, Taranto conquista una spiccata personalità sociale,
civile, soprattutto a seguito della Rivoluzione Francese
quando nel 1866 venne costruita la base navale. Nel 1877 la Marina
Militare fece del Castello aragonese un suo possedimento e venne
inaugurato il famoso e importante ponte girevole.
Le testimonianze artistiche, le
espressioni di una storia densa, ricca di eventi e di differenti
influenze, si rintracciano nei monumenti presenti nella città di
Taranto
A partire dal Castello
Aragonese, fatto edificare da Federico I d’Aragona
nel XV secolo e oggi osservabile nella zona antica della
città.
Sullo sfondo del sentimento
religioso, sorge nella città originaria, la
Cattedrale, di antichissima struttura romana.
Dopo una serie di ricostruzioni, ampliamenti e
ristrutturazioni, oggi è possibile ammirare al suo interno
decorazioni, ori, pregiatissimi stucchi oltre alle reliquie
dei vari principi che si sono succeduti nel tempo, tra i
quali anche le spoglie dello stesso San Cataldo,
protettore della città.
Di incontestabile fascino è,
ancora, la Chiesa di san Domenico Maggiore,
fatto erigere da Federico II di Svevia intorno al XII secolo
e destinato ai monaci benedettini.
Uno stile tipicamente barocco
osservabile soprattutto nella facciata della chiesa con una
doppia scalinata.
Ma per gli appassionati di
storia e archeologia, il Museo Nazionale della Magna
Grecia, rappresenta un vero gioiello ricco di
testimonianze di antiche espressioni artistiche.
E ancora il Ponte
Girevole, direttamente soprastante al
Canale Navigabile: un punto di reale contatto e
comunicazione tra l’isola ospitante la città antica e la
moderna città nuova.
I Giardini del Peripato, mostrano un altro
volto tarantino, una tappa da non
perdere per scoprire gli incantevoli scenari di una villa
antica direttamente collegata con il Convento di
Sant’Antonio
Il
Palazzo degli Uffici, risalente ai primi anni
dell’800, la moderna Concattedrale Gran Madre di
Dio realizzata sull’immagine di una vela protesa
verso il cielo e il fondamentale Ponte Punta Penna
Pizzone, struttura di viabilità e punto di
riferimento sociale per l’intera città.
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